All'analisi dei dati
relativi alla criminalità nella città di Mantova è opportuno premettere
alcune considerazioni sull'andamento del fenomeno in un periodo precedente
(1996-1999), operando alcuni confronti fra i tassi di delittuosità (n°
delitti per 100.000 abitanti) dei capoluoghi lombardi ed italiani che ne
chiariscano la portata. I dati si riferiscono ai tassi calcolati sui
delitti rilevati al momento della denuncia all'Autorità Giudiziaria da
parte della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e
non comprendono quelli denunciati da altri organi né da privati. La fonte
è l'Istat desunta dall'Annuario Statistico della Regione Lombardia
2000. Questo primo grafico evidenzia il maggior tasso di criminalità di
Mantova rispetto alla sua provincia, a conferma di una tendenza che
riguarda tutte le città capoluogo - ove in generale si denunciano oltre la
metà dei delitti di tutta la provincia - e che in questo caso risulta più
marcata (soprattutto riguardo agli anni 1998/1999) a causa della diversa
distribuzione territoriale delle denunce: basti pensare che relativamente
al 1998 il 66% dei reati commessi in provincia risulta essere stato
denunciato a Mantova.
Il grafico seguente permette di
confrontare il tasso di delittuosità della città di Mantova con le altre
città capoluogo lombarde ed italiane. Anche qui rileva la diversa
distribuzione del denunce rispetto al luogo di effettiva commissione del
reato: così se a Mantova i delitti denunciati nel capoluogo sono il 66%
del totale provinciale, a Milano superano di poco il 59%.
Infine, nell'ultimo grafico che
illustra le tendenze generali si confrontano i tassi della provincia di
Mantova con quelli della Regione Lombardia e dell'Italia.
Per quanto riguarda l'analisi della
criminalità nel Comune di Mantova, il periodo di riferimento è quello del
biennio luglio 99-giugno 2001. I dati relativi sono quelli trasmessi
mensilmente dalla Prefettura di Mantova agli uffici della Polizia Comunale
e afferiscono ai reati consumati di cui l'Autorità Prefettizia ha avuto
notizia. Sono state prese in esame soltanto alcune tipologie di reati:
in particolare - per quanto riguarda i delitti contro la persona - il solo
omicidio volontario (sono stati esclusi sia l'omicidio colposo, di cui
l'infortunistica stradale e quella del lavoro offrono una casistica molto
ampia, sia i delitti di lesioni personali, rissa, etc) mentre riguardo ai
delitti contro il patrimonio sono stati considerati i principali delitti
per criminalità appropriativa (rapina, estorsione, furto, con l'esclusione
delle altre fattispecie tra cui la truffa). Va rilevato che di certo
l'analisi di dati parziali non offre un quadro completo della criminalità
reale nel territorio comunale, tuttavia si è badato di prendere in
considerazione quei fenomeni delittuosi che più di altri destano allarme
sociale. Il presente lavoro ha lo scopo di tentare una lettura parziale
e limitata del fenomeno criminalità a Mantova, nella convinzione che se è
vero che l'indagine meriterebbe maggiori approfondimenti, tuttavia è in
grado di inquadrare una linea di tendenza precisa e dinamiche altrettanto
chiare. Poiché i dati saranno letti secondo un criterio fenomenologico
(ossia, per come essi appaiono) e soltanto superficialmente si tenterà di
individuare una loro spiegazione in termini eziologici (perché, a Mantova,
esiste proprio questa criminalità), si ritiene utile offrire un quadro
sinottico di confronto rispetto ad altri determinati periodi che,
convenzionalmente, si stabiliscono di dodici mesi (dal luglio 99 al giugno
2000 e dal luglio 2000 al giugno 2001) e di semestri (luglio-dicembre 99 e
00; gennaio-giugno 00 e 01). Poiché i dati che si esamineranno sono stati
trasmessi dalla Prefettura di Mantova a seguito della sottoscrizione con
il Comune di Mantova del "Patto per la sicurezza", siglato nel 1999, per
quell'anno sono documentati soltanto 7 mesi, partendo da giugno. Inoltre i
dati relativi al giugno '99 non saranno utilizzati per rendere più agevole
la comparazione di semestri omogenei (luglio-dicembre 99 e 2000;
gennaio-giugno '00/01) e per esaminare il biennio luglio '99-giugno 2000 e
luglio 2000-giugno 2001. Dal grafico che segue, relativo ai dati,
ordinati per ciascun anno - luglio 99/giugno 2000 e luglio 2000/giugno 01
- è possibile esprimere alcune prime valutazioni sull'andamento del
fenomeno. Innanzitutto emerge chiaramente una flessione netta dei reati
in controtendenza rispetto ai valori nazionali (in particolar modo
riguardo alle rapine e ai furti in appartamento e nei negozi). In un anno
il decremento è stato di ben 110 unità, pari al 20,79% costituendo
indubbiamente un segnale molto positivo. Tuttavia, da un punto di vista
qualitativo, si assiste ad una parziale inversione di tendenza: al calo di
alcuni reati corrisponde l'aumento di altri, i quali, sebbene non crescano
in maniera esponenziale, sono però l'espressione di un cambiamento del
modo di delinquere certamente da seguire con attenzione.
Le variazione riguardo le singole voci
di reato prese in considerazione nella presente analisi sono meglio
illustrate nel grafico che segue.
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 Fonte: Elaborazione dati Prefettura di
Mantova
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Si riportano, di seguito,
alcune considerazioni riferite alle singole
fattispecie. OMICIDIO: l'omicidio a Mantova è un delitto che si
verifica assai raramente e benché in un anno sia aumentato del 100%,
passando da zero a una unità, resta un evento la cui frequenza statistica
è certamente irrilevante. Ciò non significa, tuttavia, che la sua
apparizione non desti preoccupazione. Nella presente analisi non è
possibile esaminare l'evento omicidiario, pertanto, dovendo concentrare
l'attenzione sul solo dato statistico disponibile, non è possibile tentare
di collocare il fatto all'interno di una categoria criminologica precisa
(omicidio passionale; omicidio per regolamento di conti; omicidio maturato
negli ambienti della malavita, ecc) che potrebbe invece consentire la
descrizione di linee di tendenza interessanti della criminalità violenta
(ad esempio attraverso correlazioni ai dati su i tentati
omicidi). ESTORSIONE: l'estorsione a Mantova è aumentata, in una
anno, del 50%, passando da 4 episodi consumati nel primo anno a 6 episodi
nel secondo. La tendenza è preoccupante non soltanto per le modalità
violente di esercizio del reato ma anche perché l'estorsione è uno
strumento delittuoso utilizzato generalmente da organizzazioni criminali.
Come si è detto per l'omicidio, anche in questo caso non è possibile
inferire alcunché circa il contesto sociale e criminale nel quale esse si
sono prodotte. E' possibile, scongiurata almeno fino ad oggi la presenza
nel territorio di organizzazioni di tipo mafioso, ipotizzare che questi
reati si siano consumati in ambienti non caratterizzati da sottoculture
criminali precise. RAPINA: le rapine sono diminuite, in un anno,
del 17,85%, passando da 28 episodi nel primo anno a 23 nel secondo. Il
dato è significativo ed importante perché segna il passo ad una forma di
criminalità particolarmente violenta. Poiché non è dato conoscere dove gli
episodi siano avvenuti e a danno di chi (in banca, alle poste, ai danni di
privati cittadini, ecc.), difficile risulta anche sviluppare ipotesi
precise di spiegazione del calo numerico del reato. FURTO IN
ABITAZIONE: in un anno il reato di cui si tratta ha avuto una
flessione del 39,75%. Il dato è incoraggiante perché indica che la
popolazione ha adottato più cautele di quante non ne osservasse,
probabilmente, in precedenza. FURTO IN NEGOZIO: in un anno il
reato in esame ha subito una flessione pari al 85,33%: il numero di furti
in negozio è precipitato da 75 nel primo anno ad 11 nel secondo; il dato,
assolutamente positivo, potrebbe nascondere però qualche insidia.
Tradizionalmente il furto in negozio o al supermercato, definito anche
taccheggio, rientra tra quei reati che possiedono il più elevato "numero
oscuro". I proprietari del negozio che subiscono il furto, talvolta,
rinunciano a presentare denuncia per una serie di ragioni, non ultima
quella per cui si considera la sparizione di merce come un "costo"
fisiologico dell'attività. Questo significherebbe, nel nostro caso, che
non si sono verificati meno furti ma semplicemente ne sono stati
denunciati un numero minore. Diversamente si potrebbe ipotizzare che anche
i commercianti abbiano dotato i propri negozi di sistemi di allarme più o
meno sofisticati che hanno sortito gli effetti sperati. FURTO IN
ESERCIZI PUBBLICI: il reato - in un biennio - è aumentato del 50%. Si
potrebbe ipotizzare che l'attività predatoria dei ladri, prima indirizzata
verso i negozi si sia spostata verso gli esercizi pubblici (bar,
ristoranti, cinema, ecc.) nei quali, forse perché ritenuti luoghi sicuri
dai frequentatori, si tende ad abbassare la soglia di attenzione e, per
questo, si diviene più facilmente vulnerabili. FURTO IN UFFICI
PUBBLICI: il reato, nel biennio esaminato, subisce una flessione pari
al 19,51%, sintomo questo di una possibile maggior attenzione prestata non
solo dagli Enti riguardo alla sicurezza degli utenti ma anche
dall'adozione di maggior accortezza da parte degli utenti medesimi e/o dei
lavoratori dell'Ente. BORSEGGIO: il reato di borseggio, che tra
quelli esaminati nel presente lavoro rappresenta il reato più praticato,
ha subito un lieve incremento nel corso del biennio, pari a 1,96%. E'
quindi un reato sostanzialmente stabile, allarmante per la sua costanza e
per il fatto che nonostante i controlli e i pattugliamenti nei luoghi ove
esso si manifesta (soprattutto al mercato) non
diminuisca. SCIPPO: lo scippo, in un anno, è aumentato di una
unità con un incremento percentuale pari a 1%. Il prossimo grafico
evidenzia la quantità di persone denunciate o arrestate della quali la
Prefettura di Mantova ha periodicamente fornito il numero.
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 Fonte: Elaborazione dati Prefettura di
Mantova.
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L'attività di repressione
riferita al biennio di cui sopra si è accentuata realizzando un aumento
percentuale - tra le persone denunciate ed arrestate - pari al 29,47%: è
possibile stabilire una corrispondenza interessante rispetto ai dati
generali riferiti ai reati consumati nello stesso periodo. Posto che non è
dato sapere per quali fattispecie criminose siano stati denunciati e/o
arrestati gli individui di cui al grafico -e quindi non è possibile
stabilire una relazione diretta tra i reati di cui ci si occupa e gli
autori presunti, denunciati e/o arrestati - tuttavia emerge che quanto più
è ferma l'attività di repressione e controllo tanto meno è forte
l'attività delittuosa. Questo significa che la prevenzione in una realtà
come Mantova è assai efficace, essendo verificabile il rapporto di
proporzionalità inversa tra il minor numero di reati commessi e la maggior
attività repressiva da parte delle Forze dell'Ordine. Se è vero che il
crimine possiede un aspetto "fisiologico" nella società, per cui è
impossibile pensare di debellarlo completamente, tuttavia è proprio nella
determinazione della soglia "fisiologica" della criminalità che si può
leggere la sicurezza di una comunità. Da questo punto di vista Mantova
si rivela essere una città con un buon grado di sicurezza nella quale il
fenomeno della criminalità non possiede le caratteristiche di violenza che
invece sono proprie di altre città o realtà urbane, anche per le attività
di controllo e di prevenzione svolte, che ne rappresentano un valido
argine. Va sottolineato, in proposito, il nuovo ruolo assunto dalla
Polizia Municipale a seguito della sottoscrizione del "Patto per la
Sicurezza" tra Comune di Mantova e Prefettura, che ha comportato lo
svolgimento di precise funzioni anche in materia di ordine pubblico nonché
di prevenzione e controllo della micro-criminalità. Fra le attività che
si sono svolte - e si svolgono - continuativamente si ricorda in
particolare il controllo del territorio, realizzato dalla Polizia
Municipale di concerto con le altre forze dell'Ordine attraverso
operazioni di pattugliamento e coinvolgimenti in attività di Polizia
Giudiziaria di un certo rilievo. L'attività di controllo segue
attualmente due fondamentali direttrici. Il controllo diretto:
attraverso il pattugliamento diurno e notturno (attualmente attivo 18h, ma
in un prossimo futuro si intende coprire tutto l'arco della giornata),
l'istituzione della figura del Vigile di Quartiere che, oltre a
rappresentare un tramite diretto tra cittadini ed amministrazione, tende
ad assumere il ruolo fondamentale di deterrente rispetto a condotte
devianti e/o criminali. Il controllo indiretto: mediante la
telesorveglianza, con funzioni certamente dissuasive rispetto agli
ingressi abusivi nel centro storico e nelle zone a traffico limitato
(ZTL), ma anche con significato di prevenzione rispetto alla criminalità
(controllo sui veicoli in entrata ed uscita da Mantova); attraverso
l'istituzione delle zone a parcometro nelle quali la sorveglianza sui
veicoli in sosta è garantita dal personale addetto che, evidentemente,
scoraggia i furti su automezzi parcheggiati. In proposito è
interessante soffermarsi sui dati relativi all'anno 2000 riguardanti i
furti su autovetture in sosta (comunicati dalla Questura di Mantova)
evidenziati nel grafico seguente:
Il primo dato che emerge
chiaramente è quello relativo al momento della giornata nel quale i furti
su autovetture sono stati commessi: il 76,15% dei furti su autovetture
parcheggiate è stato compiuto di giorno, quando cioè la città è animata e
nel pieno fermento delle sue attività; il secondo dato interessante è
quello che concentra i furti (83,07%) in tutte quelle zone di parcheggio
sprovviste di parcometro, dove cioè la sosta è libera: questo secondo
elemento potrebbe significare - ad esempio - che le zone a parcometro, che
insistono soprattutto nell'intero centro storico, sono quelle maggiormente
sicure perché l'attività di controllo degli addetti è più forte e
costituisce un deterrente per i ladri. Nel grafico di seguito sono,
invece, evidenziati i furti di autovetture compiuti nel corso dell'anno
2000 così come comunicati dalla Questura di Mantova. Anche in questo
caso il primo dato che balza all'occhio è quello relativo al momento della
giornata nel quale i furti di autovetture sono stati commessi: il 31,57%
dei furti è stato compiuto di giorno, quando cioè la città è animata,
mentre il secondo dato interessante riguarda la concentrazione dei furti
(86,84%) in tutte quelle zone di parcheggio sprovviste di parcometro, dove
cioè la sosta è libera.
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 Fonte: Elaborazione dati Questura di
Mantova
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La predisposizione di
parcheggi a pagamento (così come la predisposizione di telecamere fisse
nei parcheggi esterni liberi) parrebbe rendere - secondo questi dati - più
sicura la sosta dei veicoli, riducendo fortemente la probabilità di
danneggiamenti e furti, creando zone controllate all'interno della città
che contribuiscono ad aumentare la sicurezza dei cittadini. Si aggiunga
- a completamento dell'attività svolta dalla Polizia Municipale che, in
accordo con Polizia Stradale e Carabinieri su precisa indicazione del
Prefetto, si è assunta l'incarico di rilevare il maggior numero di
incidenti stradali allo scopo di liberare le altre Forze di Polizia da
questo compito cosicché le stesse possano effettuare attività di ordine
pubblico e di controllo anti-criminalità.
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