>> 1.3 La criminalità a Mantova: analisi del periodo luglio 1999 - luglio 2001
All'analisi dei dati relativi alla criminalità nella città di Mantova è opportuno premettere alcune considerazioni sull'andamento del fenomeno in un periodo precedente (1996-1999), operando alcuni confronti fra i tassi di delittuosità (n° delitti per 100.000 abitanti) dei capoluoghi lombardi ed italiani che ne chiariscano la portata.
I dati si riferiscono ai tassi calcolati sui delitti rilevati al momento della denuncia all'Autorità Giudiziaria da parte della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e non comprendono quelli denunciati da altri organi né da privati. La fonte è l'Istat desunta dall'Annuario Statistico della Regione Lombardia 2000.
Questo primo grafico evidenzia il maggior tasso di criminalità di Mantova rispetto alla sua provincia, a conferma di una tendenza che riguarda tutte le città capoluogo - ove in generale si denunciano oltre la metà dei delitti di tutta la provincia - e che in questo caso risulta più marcata (soprattutto riguardo agli anni 1998/1999) a causa della diversa distribuzione territoriale delle denunce: basti pensare che relativamente al 1998 il 66% dei reati commessi in provincia risulta essere stato denunciato a Mantova.

 


Fonte: Elaborazione dati ISTAT

Il grafico seguente permette di confrontare il tasso di delittuosità della città di Mantova con le altre città capoluogo lombarde ed italiane.
Anche qui rileva la diversa distribuzione del denunce rispetto al luogo di effettiva commissione del reato: così se a Mantova i delitti denunciati nel capoluogo sono il 66% del totale provinciale, a Milano superano di poco il 59%.


Fonte: Elaborazione dati ISTAT

Infine, nell'ultimo grafico che illustra le tendenze generali si confrontano i tassi della provincia di Mantova con quelli della Regione Lombardia e dell'Italia.


Fonte: Elaborazione dati ISTAT

Per quanto riguarda l'analisi della criminalità nel Comune di Mantova, il periodo di riferimento è quello del biennio luglio 99-giugno 2001. I dati relativi sono quelli trasmessi mensilmente dalla Prefettura di Mantova agli uffici della Polizia Comunale e afferiscono ai reati consumati di cui l'Autorità Prefettizia ha avuto notizia.
Sono state prese in esame soltanto alcune tipologie di reati: in particolare - per quanto riguarda i delitti contro la persona - il solo omicidio volontario (sono stati esclusi sia l'omicidio colposo, di cui l'infortunistica stradale e quella del lavoro offrono una casistica molto ampia, sia i delitti di lesioni personali, rissa, etc) mentre riguardo ai delitti contro il patrimonio sono stati considerati i principali delitti per criminalità appropriativa (rapina, estorsione, furto, con l'esclusione delle altre fattispecie tra cui la truffa).
Va rilevato che di certo l'analisi di dati parziali non offre un quadro completo della criminalità reale nel territorio comunale, tuttavia si è badato di prendere in considerazione quei fenomeni delittuosi che più di altri destano allarme sociale.
Il presente lavoro ha lo scopo di tentare una lettura parziale e limitata del fenomeno criminalità a Mantova, nella convinzione che se è vero che l'indagine meriterebbe maggiori approfondimenti, tuttavia è in grado di inquadrare una linea di tendenza precisa e dinamiche altrettanto chiare.
Poiché i dati saranno letti secondo un criterio fenomenologico (ossia, per come essi appaiono) e soltanto superficialmente si tenterà di individuare una loro spiegazione in termini eziologici (perché, a Mantova, esiste proprio questa criminalità), si ritiene utile offrire un quadro sinottico di confronto rispetto ad altri determinati periodi che, convenzionalmente, si stabiliscono di dodici mesi (dal luglio 99 al giugno 2000 e dal luglio 2000 al giugno 2001) e di semestri (luglio-dicembre 99 e 00; gennaio-giugno 00 e 01). Poiché i dati che si esamineranno sono stati trasmessi dalla Prefettura di Mantova a seguito della sottoscrizione con il Comune di Mantova del "Patto per la sicurezza", siglato nel 1999, per quell'anno sono documentati soltanto 7 mesi, partendo da giugno. Inoltre i dati relativi al giugno '99 non saranno utilizzati per rendere più agevole la comparazione di semestri omogenei (luglio-dicembre 99 e 2000; gennaio-giugno '00/01) e per esaminare il biennio luglio '99-giugno 2000 e luglio 2000-giugno 2001.
Dal grafico che segue, relativo ai dati, ordinati per ciascun anno - luglio 99/giugno 2000 e luglio 2000/giugno 01 - è possibile esprimere alcune prime valutazioni sull'andamento del fenomeno.
Innanzitutto emerge chiaramente una flessione netta dei reati in controtendenza rispetto ai valori nazionali (in particolar modo riguardo alle rapine e ai furti in appartamento e nei negozi). In un anno il decremento è stato di ben 110 unità, pari al 20,79% costituendo indubbiamente un segnale molto positivo. Tuttavia, da un punto di vista qualitativo, si assiste ad una parziale inversione di tendenza: al calo di alcuni reati corrisponde l'aumento di altri, i quali, sebbene non crescano in maniera esponenziale, sono però l'espressione di un cambiamento del modo di delinquere certamente da seguire con attenzione.


Fonte: Elaborazione dati Prefettura di Mantova

Le variazione riguardo le singole voci di reato prese in considerazione nella presente analisi sono meglio illustrate nel grafico che segue.


Fonte: Elaborazione dati Prefettura di Mantova

Si riportano, di seguito, alcune considerazioni riferite alle singole fattispecie.
OMICIDIO: l'omicidio a Mantova è un delitto che si verifica assai raramente e benché in un anno sia aumentato del 100%, passando da zero a una unità, resta un evento la cui frequenza statistica è certamente irrilevante. Ciò non significa, tuttavia, che la sua apparizione non desti preoccupazione. Nella presente analisi non è possibile esaminare l'evento omicidiario, pertanto, dovendo concentrare l'attenzione sul solo dato statistico disponibile, non è possibile tentare di collocare il fatto all'interno di una categoria criminologica precisa (omicidio passionale; omicidio per regolamento di conti; omicidio maturato negli ambienti della malavita, ecc) che potrebbe invece consentire la descrizione di linee di tendenza interessanti della criminalità violenta (ad esempio attraverso correlazioni ai dati su i tentati omicidi).
ESTORSIONE: l'estorsione a Mantova è aumentata, in una anno, del 50%, passando da 4 episodi consumati nel primo anno a 6 episodi nel secondo. La tendenza è preoccupante non soltanto per le modalità violente di esercizio del reato ma anche perché l'estorsione è uno strumento delittuoso utilizzato generalmente da organizzazioni criminali. Come si è detto per l'omicidio, anche in questo caso non è possibile inferire alcunché circa il contesto sociale e criminale nel quale esse si sono prodotte. E' possibile, scongiurata almeno fino ad oggi la presenza nel territorio di organizzazioni di tipo mafioso, ipotizzare che questi reati si siano consumati in ambienti non caratterizzati da sottoculture criminali precise.
RAPINA: le rapine sono diminuite, in un anno, del 17,85%, passando da 28 episodi nel primo anno a 23 nel secondo. Il dato è significativo ed importante perché segna il passo ad una forma di criminalità particolarmente violenta. Poiché non è dato conoscere dove gli episodi siano avvenuti e a danno di chi (in banca, alle poste, ai danni di privati cittadini, ecc.), difficile risulta anche sviluppare ipotesi precise di spiegazione del calo numerico del reato.
FURTO IN ABITAZIONE: in un anno il reato di cui si tratta ha avuto una flessione del 39,75%. Il dato è incoraggiante perché indica che la popolazione ha adottato più cautele di quante non ne osservasse, probabilmente, in precedenza.
FURTO IN NEGOZIO: in un anno il reato in esame ha subito una flessione pari al 85,33%: il numero di furti in negozio è precipitato da 75 nel primo anno ad 11 nel secondo; il dato, assolutamente positivo, potrebbe nascondere però qualche insidia. Tradizionalmente il furto in negozio o al supermercato, definito anche taccheggio, rientra tra quei reati che possiedono il più elevato "numero oscuro". I proprietari del negozio che subiscono il furto, talvolta, rinunciano a presentare denuncia per una serie di ragioni, non ultima quella per cui si considera la sparizione di merce come un "costo" fisiologico dell'attività. Questo significherebbe, nel nostro caso, che non si sono verificati meno furti ma semplicemente ne sono stati denunciati un numero minore. Diversamente si potrebbe ipotizzare che anche i commercianti abbiano dotato i propri negozi di sistemi di allarme più o meno sofisticati che hanno sortito gli effetti sperati.
FURTO IN ESERCIZI PUBBLICI: il reato - in un biennio - è aumentato del 50%. Si potrebbe ipotizzare che l'attività predatoria dei ladri, prima indirizzata verso i negozi si sia spostata verso gli esercizi pubblici (bar, ristoranti, cinema, ecc.) nei quali, forse perché ritenuti luoghi sicuri dai frequentatori, si tende ad abbassare la soglia di attenzione e, per questo, si diviene più facilmente vulnerabili.
FURTO IN UFFICI PUBBLICI: il reato, nel biennio esaminato, subisce una flessione pari al 19,51%, sintomo questo di una possibile maggior attenzione prestata non solo dagli Enti riguardo alla sicurezza degli utenti ma anche dall'adozione di maggior accortezza da parte degli utenti medesimi e/o dei lavoratori dell'Ente.
BORSEGGIO: il reato di borseggio, che tra quelli esaminati nel presente lavoro rappresenta il reato più praticato, ha subito un lieve incremento nel corso del biennio, pari a 1,96%. E' quindi un reato sostanzialmente stabile, allarmante per la sua costanza e per il fatto che nonostante i controlli e i pattugliamenti nei luoghi ove esso si manifesta (soprattutto al mercato) non diminuisca.
SCIPPO: lo scippo, in un anno, è aumentato di una unità con un incremento percentuale pari a 1%.
Il prossimo grafico evidenzia la quantità di persone denunciate o arrestate della quali la Prefettura di Mantova ha periodicamente fornito il numero.


Fonte: Elaborazione dati Prefettura di Mantova.

L'attività di repressione riferita al biennio di cui sopra si è accentuata realizzando un aumento percentuale - tra le persone denunciate ed arrestate - pari al 29,47%: è possibile stabilire una corrispondenza interessante rispetto ai dati generali riferiti ai reati consumati nello stesso periodo. Posto che non è dato sapere per quali fattispecie criminose siano stati denunciati e/o arrestati gli individui di cui al grafico -e quindi non è possibile stabilire una relazione diretta tra i reati di cui ci si occupa e gli autori presunti, denunciati e/o arrestati - tuttavia emerge che quanto più è ferma l'attività di repressione e controllo tanto meno è forte l'attività delittuosa. Questo significa che la prevenzione in una realtà come Mantova è assai efficace, essendo verificabile il rapporto di proporzionalità inversa tra il minor numero di reati commessi e la maggior attività repressiva da parte delle Forze dell'Ordine. Se è vero che il crimine possiede un aspetto "fisiologico" nella società, per cui è impossibile pensare di debellarlo completamente, tuttavia è proprio nella determinazione della soglia "fisiologica" della criminalità che si può leggere la sicurezza di una comunità.
Da questo punto di vista Mantova si rivela essere una città con un buon grado di sicurezza nella quale il fenomeno della criminalità non possiede le caratteristiche di violenza che invece sono proprie di altre città o realtà urbane, anche per le attività di controllo e di prevenzione svolte, che ne rappresentano un valido argine.
Va sottolineato, in proposito, il nuovo ruolo assunto dalla Polizia Municipale a seguito della sottoscrizione del "Patto per la Sicurezza" tra Comune di Mantova e Prefettura, che ha comportato lo svolgimento di precise funzioni anche in materia di ordine pubblico nonché di prevenzione e controllo della micro-criminalità.
Fra le attività che si sono svolte - e si svolgono - continuativamente si ricorda in particolare il controllo del territorio, realizzato dalla Polizia Municipale di concerto con le altre forze dell'Ordine attraverso operazioni di pattugliamento e coinvolgimenti in attività di Polizia Giudiziaria di un certo rilievo.
L'attività di controllo segue attualmente due fondamentali direttrici. Il controllo diretto: attraverso il pattugliamento diurno e notturno (attualmente attivo 18h, ma in un prossimo futuro si intende coprire tutto l'arco della giornata), l'istituzione della figura del Vigile di Quartiere che, oltre a rappresentare un tramite diretto tra cittadini ed amministrazione, tende ad assumere il ruolo fondamentale di deterrente rispetto a condotte devianti e/o criminali.
Il controllo indiretto: mediante la telesorveglianza, con funzioni certamente dissuasive rispetto agli ingressi abusivi nel centro storico e nelle zone a traffico limitato (ZTL), ma anche con significato di prevenzione rispetto alla criminalità (controllo sui veicoli in entrata ed uscita da Mantova); attraverso l'istituzione delle zone a parcometro nelle quali la sorveglianza sui veicoli in sosta è garantita dal personale addetto che, evidentemente, scoraggia i furti su automezzi parcheggiati.
In proposito è interessante soffermarsi sui dati relativi all'anno 2000 riguardanti i furti su autovetture in sosta (comunicati dalla Questura di Mantova) evidenziati nel grafico seguente:


Fonte: Elaborazione dati Questura di Mantova.

Il primo dato che emerge chiaramente è quello relativo al momento della giornata nel quale i furti su autovetture sono stati commessi: il 76,15% dei furti su autovetture parcheggiate è stato compiuto di giorno, quando cioè la città è animata e nel pieno fermento delle sue attività; il secondo dato interessante è quello che concentra i furti (83,07%) in tutte quelle zone di parcheggio sprovviste di parcometro, dove cioè la sosta è libera: questo secondo elemento potrebbe significare - ad esempio - che le zone a parcometro, che insistono soprattutto nell'intero centro storico, sono quelle maggiormente sicure perché l'attività di controllo degli addetti è più forte e costituisce un deterrente per i ladri.
Nel grafico di seguito sono, invece, evidenziati i furti di autovetture compiuti nel corso dell'anno 2000 così come comunicati dalla Questura di Mantova.
Anche in questo caso il primo dato che balza all'occhio è quello relativo al momento della giornata nel quale i furti di autovetture sono stati commessi: il 31,57% dei furti è stato compiuto di giorno, quando cioè la città è animata, mentre il secondo dato interessante riguarda la concentrazione dei furti (86,84%) in tutte quelle zone di parcheggio sprovviste di parcometro, dove cioè la sosta è libera.


Fonte: Elaborazione dati Questura di Mantova

La predisposizione di parcheggi a pagamento (così come la predisposizione di telecamere fisse nei parcheggi esterni liberi) parrebbe rendere - secondo questi dati - più sicura la sosta dei veicoli, riducendo fortemente la probabilità di danneggiamenti e furti, creando zone controllate all'interno della città che contribuiscono ad aumentare la sicurezza dei cittadini.
Si aggiunga - a completamento dell'attività svolta dalla Polizia Municipale che, in accordo con Polizia Stradale e Carabinieri su precisa indicazione del Prefetto, si è assunta l'incarico di rilevare il maggior numero di incidenti stradali allo scopo di liberare le altre Forze di Polizia da questo compito cosicché le stesse possano effettuare attività di ordine pubblico e di controllo anti-criminalità.

 

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